#Art47SriSDGs TwitterChat 2018June6 recap

 

Il giorno 6 giugno 2018 si è svolta la TwitterChat #Art47SriSDGs “Finanza sostenibile in Costituzione per centrare gli SDGs”. L’evento era inserito nel calendario ufficiale della seconda edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

Tantissimi gli spunti, le riflessioni, le proposte anche molto concrete avanzate dagli autorevoli e prestigiosi guest speaker – a ciascuno di loro un grande GRAZIE! per la disponibilità e la partecipazione – che hanno animato la discussione.

Di seguito il tweetrecap con i tweet suddivisi per domanda e argomento. Nei commenti a margine si evidenzia ciò che, all’interno di quanto emerso nei 60 minuti di discussione, potrebbe costituire la base per proseguire il dialogo e il confronto sui temi affrontati nella TwitterChat. Magari anche per arrivare in futuro all’elaborazione di una o più proposte di lavoro concrete.

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Index

Via!

Domanda n. 1

Domanda n. 2

Domanda n. 3

Domanda n. 4

Saluti e ringraziamenti

…e le immagini della TwitterChat 🙂

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Via!

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Domanda n. 1

Commento

L’inserimento dei principi di finanza sostenibile nella Costituzione della Repubblica Italiana è percepito come un’opzione che potrebbe essere quanto meno interessante esplorare, perché ritenuta potenzialmente utile alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile e nello specifico al raggiungimento degli SDGs.
C’è chi si spinge a definirlo un vero e proprio impegno da prendere, mettendo il diritto a uno sviluppo sostenibile sullo stesso piano di altri diritti inviolabili dell’uomo.
C’è chi sottolinea come tali principi, o comunque principi e concetti molto affini, siano già contenuti nella Carta, di fatto o in nuce, per cui ciò che serve è più che altro evidenziarli, ribadirli, attuarli nei comportamenti concreti.
La sensazione è che in generale si ritengano i tempi maturi per avviare una riflessione sulla possibilità concreta di integrare i principi di finanza sostenibile nel dettato costituzionale. Esplicitando ulteriormente, cioè, a livello di norma suprema giuridica dello Stato, come l’attività finanziaria, il credito, il risparmio, l’investimento, debbano essere ispirati e orientarsi secondo principi di sostenibilità sociale e ambientale, essendo ciò funzionale all’interesse generale della collettività o, in altre parole, alla realizzazione del bene comune.

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Domanda n. 2

Commento

Integrare l’Articolo 47 può essere una strada percorribile, ma non l’unica.
C’è chi ha già proposto un testo revisionato e/o integrato dell’Articolo 47.
Molti hanno indicato le parole chiave di cui si dovrebbe tener conto nella riformulazione e/o integrazione dell’Articolo 47, fra le quali: visione, lungo termine, trasparenza, economia circolare, economia sociale, economia civile, green economy, consapevolezza, finanza generativa, benessere, impatto, valore condiviso, integrazione, sostenibilità.
C’è anche chi ha provato a cambiare prospettiva: perché non iniziare a parlare di principi costituzionali in finanza?
Meno consensi, anche se qualcuno lo ha in effetti espresso, pare aver raccolto l’ipotesi di introdurre nella Carta un nuovo Articolo dedicato specificamente alla finanza sostenibile.
La strada maestra a cui in maggioranza si guarda è quella di rivisitare, integrare, esplicitare ancor più chiaramente ciò che già la Carta contiene. Non limitandosi, eventualmente, al solo Articolo 47, ma ampliando potenzialmente lo sguardo a più di un Articolo.
Se un tale progetto giungesse a compimento, è stato sottolineato come l’effetto potrebbe essere quello di rendere incostituzionale ciò che a tali principi non è allineato: sarebbe un effetto con tutta evidenza alquanto potente, con la possibilità di incidere molto sulla realtà concreta dell’attività finanziaria.

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Domanda n. 3

Commento

Su quali siano gli SDGs più direttamente influenzabili dalla finanza sostenibile le opinioni sono particolarmente varie.
C’è chi ritiene auspicabile e forse inevitabile un ruolo della finanza sostenibile nel raggiungimento di tutti gli SDGs, sottolineando le profonde correlazioni esistenti fra i vari Global Goals definiti dalle Nazioni Unite.
La maggioranza però ha preferito esprimere delle priorità, ben motivandole.
Due dei tre SDGs su cui i guest speaker sono stati stimolati, SDG8 e SDG13, paiono riscuotere un consenso abbastanza trasversale. Ma non sono gli unici.

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Domanda n. 4

Commento

L’opinione che sembra prevalere è che l’iniziativa normativa nazionale e quella europea possano procedere parallelamente e anzi sinergicamente. L’elemento forse più interessante che è emerso è in particolare che, anche in un momento in cui l’Unione europea ha avviato in materia un percorso molto importante e per certi versi epocale, l’iniziativa in ambito nazionale è ritenuta comunque importante e per certi aspetti indispensabile.
Sono state avanzate anche ipotesi di proposte normative diverse da quella legata al dettato costituzionale.
C’è anche chi ha spostato la prospettiva dal campo giuridico al campo educativo/formativo, probabilmente ritenendolo altrettanto se non ancora più importante.
In ogni caso, non sono emerse voci in disaccordo col fatto che la finanza sostenibile oggi è materia che merita o forse anche necessita di essere affrontata con un approccio anche normativo. Anzi, su questo pare vi sia un ampio consenso.

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Saluti e ringraziamenti

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…e le immagini della TwitterChat 🙂

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